IL 23 MAGGIO 2008 GRAVIDANZA FELICE RICEVE QUESTA E-MAIL DI RICHIESTA INFORMAZIONI DELLA SIG.RA GIULIA:IL GIORNO 18 APRILE HO EFFETTUATO DELLE RADIOGRAFIE: 2 LOMBO SACRALI E 2 DORSALI.
POCO TEMPO DOPO HO SCOPERTO DI ESSERE INCINTA.
L’UTIMA MESTRUAZIONE è STATA IL 27 MARZO MA CON LE ECOGRAFIE ABBIAMO
SCOPERTO CHE LA GRAVIDANZA è UNA
SETTIMANA INDIETRO.
DUNQUE IL GIORNO DELLE RADIAZIONI DOVEVO ESSERE IN PERIODO OVULATORIO O INCINTA DI POCHI GIORNI.
VOLEVO SAPERE: QUANTO PUO’ ESSERE ATTENDIBILE L’ESITO DELL’ECOGRAFIA?
QUALI SAREBBERO LE CONSEGUENZE PER IL FETO PORTANDO AVANTI LA GRAVIDANZA?
SE LE RADIOGRAFIE FOSSERO STATE FATTE DAVVERO IN PERIODO OVULATORIO
SAREBBE DA ESCLUDERE QUALSIASI RISCHIO?
ASPETTO CON ANSIA DELLE RISPOSTE ALLE MIE DOMANDE E VI RINGRAZIO FIN D’ORA PER IL VOSTRO AIUTO.
SALUTIGIULIA
Il 26 maggio riceve la nostra risposta:
Gent.ma sig.ra Giulia,
la nostra associazione ha sì lo scopo di fare trascorrere a
tutte le donne una gravidanza serena, diffondendo in primo luogo la
conoscenza del Telefono Rosso ed operandosi attivamente perché esso sia
potenziato in modo da permettere a tutti di accedere con facilità alla sua
consulenza altamente specialistica in grado di chiarire dubbi e paure, ma
non svolge, almeno per ora, un servizio di natura medica, per cui La
consigliamo di rivolgersi al Tel Rosso (n. 06 3050077 dal lun. al ven. dalle
ore 9 alle 13). Intorno alle ore 12,00 è più facile prendere la linea.
Se non riesce a prendere la linea può chiamare presso la nostra sede al n.
0974 4554 dalle ore 11 alle 13 in modo da concordare con Lei un orario in
cui poterLa eventualmente far chiamare dal Telefono Rosso. Parliamo di
eventualità perché, pur avendo ottenuto di far chiamare dal Tel. Rosso in
passato, ora ci hanno assicurato che è più facile prendere la linea, per cui
vogliono che sia la donna a chiamare.
Intanto La invitiamo a cliccare su
http://www.gravidanzafelice.com/tabella-radiazioni/
per consultare la tabella della dose di radiazioni assorbita dall’embrione
per esposizione a diversi metodi di diagnostica per immagini da cui si
evince che la dose assorbita dall’eventuale embrione è molto lontana dalla
soglia di sicurezza dei 5 rad -
C’è ancora da dire che nei primi giorni di gravidanza c’è il fatto de “il
tutto o niente”, cioè un agente che può creare malformazione “o produce
l’aborto (di cui la donna nemmeno si accorge) o non fa niente all’embrione e
la gravidanza prosegue normalmente”.
Chiami il Tel Rosso e non stia troppo in ansia. Auguri
Il 30 maggio Gravidanza Felice scrive a Giulia:
Gent.ma sig.ra Giulia.
Le invio la risposta della dott.ssa Annamaria Merola, che ha lavorato al
Tel. Rosso, nell’eventualità che non sia riuscita ancora a contattare il Tel. Rosso. Le
saremmo oltremodo grati se ci porterà a conoscenza in primo luogo se è riuscita a chiamare il Tel Rosso, in secondo luogo quello che le ha detto. Grazie. Associazione Gravidanza Felice
Gentile Signora,
da quanto scrive non dovrebbero esserci problemi per il suo bambino in quanto la dose di radiazioni assorbita è bassa e poiché la fase in cui è stata sottoposta agli esami è ancora fuori
del rischio. Servirebbe per darle una risposta più precisa la data della mestruazione ricalcolata in base alla ecografia, con tale data alla mano chiamerà quindi il Telefono Rosso che è un centro di consulenza sui rischi fetali dopo esposizione a radiazioni, malattie infettive e farmaci esponendo la sua situazione.
Le faccio tanti auguri
Dott.ssa Annamaria Merola
Il giorno 6 giugno alle ore 12,50 Giulia ci fa avere questa drammatica risposta:
INNANZITUTTO VI RINGRAZIO SINCERAMENTE PER IL
VOSTRO AIUTO.
HO PROVATO TUTTI I GIORNI A CONTATTARE IL TEL
ROSSO MA PURTROPPO NON SONO
MAI RIUSCITA A PRENDERE LA LINEA: è SEMPRE
OCCUPATO.
IN QUESTO PERIODO HO CHIESTO AL FISICO DELLA ASL
DI FARMI AVERE L’ESATTO DOSAGGIO DI RADIAZIONI CHE HO ASSUNTO:
“L’EQUIVALENTE DI DOSE FORNITA
COMPLESSIVAMNENTE ALL’EMBRIONE è VALUTATA
IN 5 mSv. L’EQUIVALENTE DI DOSE ALL’UTERO è
VALUTATA IN 2 mSv. L’EQUIVALENTE DI
DOSE ALLE GONADI è VALUTATA PARI A QUELLA
FORNITA ALL’UTERO.”
COSA VUOL DIRE TUTTO QUESTO? NESSUNO MI HA SAPUTO
DIRE… NEANCHE IL RADIOLOGO!!!!!
COMUNQUE SE PUO’ ESSERE D’AIUTO LA DATA
DELL’ULTIMA MESTRUZIONE RICALCOLATA
SECONDO L’ECOGRAFIA E’ 2-3 APRILE.
CORDIALI SALUTI
GIULIA
Lo stesso giorno Gravidanza Felice invia questa e-mail di protesta al Telefono Rosso:
Bisogna farle impazzire queste donne prima di decidersi a fare qualcosa per
loro? Possibile che non ci si vuol decidere a dare ascolto a
chi dice che non si riesce a prendere la linea?
Il Telefono Rosso risponde a stretto giro di posta:
Qual è il numero della signora?
In via eccezionale possiamo chiamarla noi.
Il giorno 9 giugno Giulia ci fa avere il numero del suo cellulare che inoltriamo al Telefono Rosso.
Il giorno 17 giugno Gravidanza Felice scirve a Giulia:
Gent.ma sig.ra Giulia,
siamo in attesa di conoscere cosa Le ha detto il
Telefono Rosso anche se siamo sicuri che le informazioni
precise e corrette che ha ricevuto hanno contribuito di molto a rasserenarLa.
Vorremmo anche poter pubblicare, con il suo consenso, sul nostro sito
www.gravidanzafelice.com la sua esperienza, poiché
pensiamo che possa essere d’aiuto a molte donne, che così possono aver
chiariti dubbi e paure e trascorrere una gravidanza serena.Certi che vorrà evitare a tante donne nella sua stessa situazione i suoi
dubbi e le sue ansie, cogliamo l’occasione per inviarLe tanti cari
saluti e augurarLe di cuore di trascorrere la gravidanza senza più problemi,
ASSOCIAZIONE GRAVIDANZA FELICE.
Ed ecco la risposta liberatoria di Giulia:
IL TELEFONO ROSSO MI HA DETTO DI STARE TRANQUILLA IN QUANTO IL RISCHIO CHE CI POTESSERRO ESSERE COMPLICAZIONI E’ QUASI NULLO.
DEVO DIRE CHE SONO STATI MOLTO GENTILI A CHIAMARMI PERCHE’ HO PASSATO TRE MATTINATE INTERE AL TELEFONO SENZA MAI RIUSCIRE A PRENDERE LA LINEA.
VI RINGRAZIO ANCORA PER L’AIUTO CHE MI AVETE DATO IN QUESTO MOMENTO E VI AUTORIZZO A PUBBLICARE LA MIA STORIA SUL VOSTRO SITO.
GIULIA
Gentile Associazione,
sono una donna di 37 anni che ha appena intrapreso la sua terza
gravidanza (desiderata tantissimo!). Ho sofferto per 10 anni di
ansia, attacchi di panico e depressione, sono stata curata da un
bravo specialista e la
mia vita è ricominciata. Ora sono alla sesta settimana di gestazione e
i sintomi di
ansia e panico sono ritornati in modo fortissimo e insopportabile. D’accordo
con il mio psichiatra ho ripreso l’assunzione di ZOLOFT (Sertralina) 50 mg e
almeno per una settimana per arginare l’ansia più forte di FRONTAL
(Alprazolam) 0.25 mg per tre volte al giorno. Nonostante le
rassicurazioni del mio medico,
del quale ho grande fiducia, vivo un momento di grande disperazione, perché ho
paura che i medicinali da me assunti possano danneggiare il mio bambino! I miei
stati di ansia sono però talmente invalidanti in questo momento che mi chiedo
anche che cosa possa fare peggio a questa nuova vita che è dentro di me:
l’assunzione dei medicinali o lo star male così tanto!?
Desidererei avere delucidazioni da parte vostra relativamente alla
sicurezza di questi farmaciGrazie infinite! M.R.
Gentile Signora,
sono una ginecologa e lavoro al Gemelli, ho lavorato molti anni nel campo
dell’ostetricia e nel servizio di consulenza sui rischi teratogeni (telefono
Rosso) al quale la rimando per chiarimenti sulle percentuali di rischio.
Desidero però intanto dirle che ogni gravidanza ed ogni bambino che viene al
mondo è esposto a dei rischi, dal momento del concepimento fino alla fine
della sua vita, il concetto di rischio è quindi insito in quello di vita, non
per questo bisogna rinunciare alla vita che rimane sempre il dono più bello,
bisogna piuttosto essere capaci di riconoscere il dono grande che riceviamo
e saperlo vivere con la dovuta serenità. Per quanto riguarda il suo caso
particolare sono convinta, come i medici che la seguono, che sia giusto fare
una terapia che serva a sollevarla dall’angoscia e dall’ansia che la
affliggono: i farmaci non sono tutti vietati in gravidanza, si possono
utilizzare quando servono a curare una malattia e quando si sappiano
gestire. Non deve, quindi, sentirsi in colpa perché assume una terapia e non
deve sentire particolarmente minacciato il suo bambino!
Per un giudizio più preciso sui farmaci che sta utilizzando in questo
momento chiami il Telefono
Rosso del Gemelli e decida quindi insieme allo psichiatra la condotta
migliore da tenere.
Le faccio tanti auguri
Dott.ssa Annamaria Merola
Volevo innanzitutto ringraziarvi per la prontezza con la quale mi avete
risposto!
Sono riuscita già nella giornata di mercoledì (verso le 11.30, perché prima
la linea era sempre occupata) a contattare il Telefono Rosso. Ho parlato con
una ginecologa molto gentile, la quale mi ha dato tutte le informazioni che
cercavo e alla fine mi ha confermato quanto già il mio psichiatra mi aveva
detto. Posso continuare con tranquillità ad assumere [ZOLOFT] la sertralina
(antidepressivo) avendo l’accortezza di sospenderla per precauzione 3
settimane prima della data presunta del parto per evitare eventuali effetti da
sospensione, che però sono più frequenti con la paroxetina. Solo con
quest’ultimo SSRI uno studio del 2005 (attualmente lo si sta rivedendo) si
era notato un lievissimo aumento di malformazioni cardiache tra l’altro non
gravi e in una percentuale minimamente superiore rispetto alle donne che non
l’avevano assunta. Con la sertralina potrò anche allattare senza problemi.
Per quanto riguarda l’ansiolitico[FRONTAL] (Alprazolam), posso
prenderlo alle dosi
consigliatemi dal mio psichiatra (premetto che lo ho assunto poche volte
proprio quando ero in emergenza!). Il rischio che è stato accertato è la
comparsa di labbro leporino con una frequenza di 2 casi ogni mille bambini
nati e questo ovviamente riguarda un’assunzione cronica e in dosi maggiori
rispetto a quelle che mi sono state prescritte.
Spero di stare presto meglio, perché ancora i farmaci non hanno raggiunto la
loro azione piena e di essere serena. Credo anch’io che la vita sia un dono
e in particolare che la maternità sia un privilegio, che non a tutte le donne
viene concesso. Ogni vita è esposta a rischi sin dal suo concepimento, ma
non è questo il mio problema. Io sono profondamente convinta che ogni vita valga
la pena di essere vissuta e debba essere sostenuta e io sono pronta a questo,
come lo sono stata per gli altri due miei figli. Il mio problema è quello di non
esporre la mia creatura ad ulteriori rischi per una mia forma di egoismo,
perché questo non riuscirei a perdonarmelo.
Vi ringrazio di cuore e un grazie particolare alla dottoressa Merola.
M.R.
Broncospasmo e gravidanza
“Broncospasmo”
Inviato da giuma66 il 17 mag a 15:38sono alla 22+5 e sono allergica, e qs. non e’ la stagione migliore, Oltre alla rinite ho il broncospasmo… mi hanno prescritto al bisogno il Ventolin e nasonex.. ma cerco di usarli proprio quando ne ho bisogno.. ho paura per la bimba… Sono l’unica?
“Il numero rosso”
Inviato da x193 il 17 mag a 23:5606.3050077 è il numero (orari d’ufficio, se non ricordo male..ma puoi provare e vedere) deputato a fornire informazioni sui farmaci a rischio durante la gravidanza….
ma col ginecologo, comunque, hai parlato?
un abbraccio
“Grazie”
Inviato da giuma66 il 22 mag a 22:30ho chiamato tel. rosso e mi hanno tranquillizzato sulla cura, al bisogno e’ meglio una spruzzata di ventolin piuttosto che non respirare… andiamo avanti cosi…
FONTE
Io ho assunto antidepressivi in gravidanza
salve, sono una ragazza di 30 anni, con un bimbo di 2.
volevo solo dire che durante tutta la gravidanza ho assunto paroxetina, 20 mg die, ed ho avuto un bimbo perfetto e bellissimo…..
questa vuole essere solo u na piccola testimonianza.
Dal sito http://www.aipsimed.org/?q=node/1183
Mi chiamo Antonella M., ho 39 anni ed abito nel Cilento. Dodici anni fa avevo intenzione d’interrompere la gravidanza della mia terza figlia, perché ero terrorizzata al pensiero che potesse nascere un bambino malformato a causa degli psicofarmaci che prendevo.
Facevo, infatti, uso di Mellerin 50, una sola capsula la sera.
Qualche giorno prima di quello fissato per l’IVG (interruzione volontaria della gravidanza) venni a conoscenza del Telefono Rosso.
Chi me ne parlò mi disse che avrei avuto informazioni chiare, precise, certe, mi sarebbe stato detto con sicurezza se il farmaco poteva provocare malformazione, quale organo poteva colpire ed anche in quale percentuale. Cedendo alla sua forte insistenza, pur se titubante, chiamai e la dottoressa che mi rispose, disse che veri rischi di malformazione, a causa del basso dosaggio del Mellerin, il bambino non ne correva.
Gli unici rischi erano gli stessi che ogni donna in gravidanza ha di partorire una bambino con qualche anomalia o handicap.
L’unico danno che poteva subire il bambino era una crisi di astinenza una volta nato, per cui sarebbe dovuto restare in ospedale al massimo per una decina di giorni.
Così mi decisi a portare avanti la gravidanza solo che invece di partorire presso una clinica vicina, andai all’ospedale di Vallo della Lucania (SA), che era anche dotato di un reparto di neonatologia e pediatria, in grado di curare il bambino se colpito da crisi di astinenza da Melleril. Circostanza che poi non si verificò, perché dopo tre giorni io e la bambina eravamo già a casa.
La bambina ora ha undici anni e gode di ottima salute.
Sei anni fa poi, pur continuando a prendere i Melleril in gravidanza, questa volta, però, da 25 mg anziché da 50, ho dato alla luce un’altra bambina, sana come la sorella ed anche lei gode di ottima salute.
Ho raccontato questa mia esperienza sia per tranquillizzare le donne che fanno uso di Mellerin in gravidanza e sia per ringraziare il Telefono Rosso.
Agropoli, lì 15 aprile 2008 Firmato
Antonella M.
La lettera firmata in originale può essere visionata presso la nostra sede
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http://forum.alfemminile.com 470-Crema affinchè le autorità sanitarie del Policlinico e della Regione Lazio
Dal sito http://forum.alfemminile.com/forum/f470/ Contenuto delle risposte: |
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“Ciao” anch’io come te sono al 4 mese, giovedi scorso il gine mi ha prescritto per una probabile infezione Cleocin(in ovuli),leggendo il bugiardino c’era scritto sconsigliato in gravidanza, quindi puoi capire cosa ho provato, venerdi ho chiamato il telef. rosso, ma era sempre occupato , qui non mi rispondeva nessuno……..insomma il panico!!!!!!! |
Augmentin in gravidanza
DOMANDA: FF/3F19299
Ho assunto Augumentin per problemi ai denti ora mi sono accorta di
essere incinta ci sono problemi per il feto?
RISPOSTA:
Non ci sono problemi, può stare tranquilla.
Fonte: www.paginemediche.it
http://www.policlinicogemelli
Dal “Fermento” di Cava dei Tirreni…
“Non uccidere”. Sappiamo che i comandamenti espressi in forma negativa non ammettono l’epicheia, cioè sospensioni, eccezioni. Nessuno può uccidere nessuno. Eppure ogni anno in Italia 30/40.000 bambini, perfettamente sani, vengono abortiti solo perché sospettati di non esserlo! Alcune migliaia sono uccisi - nemmeno fossero stati colpiti da una bomba atomica - perché hanno assunto una dose di qualche decimillesimo di rad (unità di misura delle radiazioni ionizzanti), una quantità, cioè, decine di migliaia di volte inferiore di quella che potrebbe danneggiarlo di 5 rad, in seguito ad indagini radiodiagnostiche delle loro madri. Qualche migliaio a causa banali infezioni materne, curabili senza alcun danno per le madri e per essi.
Chi ne uccide di più, più dell’80%, però, è il “bugiardino”, che non è l’altro nome di Pierino, ma il termine con cui viene anche chiamato il foglietto illustrativo dei farmaci in gergo medico. Di quasi tutti i farmaci questo dice che sono controindicati e pericolosi in gravidanza, mettendosi contro il Ministero della Salute che nell’Opuscolo “Pensiamo alla Salute” del 2004 a pag. 45, parlando dei farmaci in gravidanza, dice: “I farmaci realmente pericolosi sono pochi.
Quelli che potrebbero esserlo non è detto che provochino danni al bambino…” e gettando, purtroppo, nello sconforto e nella disperazione decine di migliaia di mamme, che hanno assunto quel farmaco o quei farmaci senza sapere si essere incinte. Esse, quando leggono sul “bugiardino” che il farmaco è “Controindicato, pericoloso in gravidanza”, in genere vanno a chiedere al loro medico se il bambino può aver subito dei danni oppure no, alla risposta incerta di costui che si limita ad affermare che può anche non aver subito alcun danno, queste in cerca di sicurezza lo incalzano e gli dicono : “Ma mi può assicurare al 100% che il bambino è sano”? Essi a causa del rischio riproduttivo di base, cioè della probabilità naturale che ogni donna ha di partorire un figlio con qualche handicap, e per il timore di grane medico-legali, sono costretti a dire di no, che non glielo possono assicurare. Le donne allora nella stragrande maggioranza dei casi, ad eccezione di quelle molto motivate religiosamente o moralmente, angosciate dal pensiero che il figlio possa nascere magari senza braccia o con un braccio più corto e l’altro più lungo, vanno ad abortire. E abortiscono anche donne sposate che aspettano da anni il primo figlio! Il terrore che incute loro “il bugiardino” è così grande ed atroce, che molte di loro perdono finanche la capacità di intendere e di volere. A questo punto in molti si chiederanno: ma c’è un sistema, un modo per porre fine all’olocausto di decine di migliaia di bambini attuato dal “bugiardino”, cioè dalla deresponsabilizzazione medico-legale da parte delle case farmaceutiche e dei medici e a volte da deplorevole, colpevole ignoranza di questi?
L’unico rimedio, l’unico antidoto scoperto finora contro di esso e le sue nefaste conseguenze è…la verità, cioè un’informazione precisa e corretta sui reali rischi di malformazione che corre l’embrione per l’assunzione da parte della madre di uno o più farmaci, in quella dose, in quel dato periodo della gravidanza, sul vero effetto su di lui delle radiazioni ionizzanti, ecc. Occorre che vi sia qualcuno che sappia chiarire tutti i dubbi e risolvere tutte le paure, che assalgono la donna, la coppia, il medico, il farmacista, l’assistente sociale ecc., che sappia qualificare e quantificare il tipo di rischio, che sappia dire se quei farmaci, assunti in quella determinata fase della gravidanza, producano oppure no malformazione, quale e con quale probabilità. Un ignorante in questo campo, fosse anche uno scienziato o una celebrità in altri, non può fare niente.
Uno dei pochi in Italia che sa, che non è un ignorante in materia e che è in grado di dare informazioni precise e corrette in modo da chiarire dubbi e paure è il Telefono Rosso.
Cos’è il Telefono Rosso?
Il Telefono Rosso è un servizio di consulenza medica, gratuita, fondato nel 1988 presso il policlinico universitario “A. Gemelli” di Roma con la duplice finalità di prevenzione delle anomalie congenite e di informazione sui fattori di rischio riproduttivo. Dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 medici specialisti in Ostetricia e Ginecologia con particolari competenze nel campo della Medicina Prenatale e della Teratologia Clinica rispondono a chi chiama allo 06 3050077 per avere informazioni precise e corrette:
-
su eventuali rischi di malformazione del feto per assunzione di farmaci, esposizione a radiazioni ionizzanti ed agenti chimici, malattie materne, indagini diagnostiche e per altri problemi della gravidanza;
-
su come programmare ed evitare rischi in gravidanza quando si è ancora in fase preconcezionale;
-
su come curarsi in gravidanza;
-
in allattamento, qualora si renda necessaria l’assunzione di un farmaco.
Le informazioni vengono fornite, al costo della sola telefonata, a chiunque ne faccia richiesta: donna, coppia, personale sanitario o parasanitario.
La prevenzione di malformazioni ed anomalie congenite si attua essenzialmente in due modi:
-
cercando di scoprire ogni fattore che può far sorgere o aumentare un rischio teratogeno (malformazione del feto), al fine di evitarlo;
-
trovando rimedi e terapie al fine di eliminare o diminuire i rischi di difetti congeniti, suggerendo, ad esempio, l’assunzione dell’acido folico alle donne nei primi mesi di gravidanza per evitare il rischio della spina bifida.
Il Telefono Rosso non è nato, dunque, per salvare i bambini dall’aborto, ma solo per farli nascere sani, tutelando nel contempo la salute delle loro mamme. L’effetto salvezza dall’aborto si è scoperto in tutti questi anni consulenza dopo consulenza (sono decine di migliaia). Il Telefono Rosso, in altre parole, si comporta come quella medicina che, creata per curare una certa malattia, si scopre essere efficacissima anche per un’altra patologia magari più grave di quella per cui era stato inventata, prodotta e commercializzata.
Nel 99% delle donne, già indirizzate all’aborto da operatori sanitari, che chiamano al Telefono Rosso, non si riscontra, infatti, nessun aumento del rischio riproduttivo di base. La stragrande maggioranza di queste poi prosegue la gravidanza. (Il resto purtroppo non riesce a togliersi dalla testa le paure e i dubbi, generati dalla precedente informazione sbagliata.) Dal momento poi che in Italia il 20% di tutti gli aborti, legali e clandestini sono effettuati per ragioni eugenetiche, il Telefono Rosso, evitando il 99% di questi aborti, può salvare, dunque, ogni anno 30/40.000 bambini dalla morte.
In attesa che il Ministero della Salute si decida a trovare una qualche buona soluzione a questa pilatesca, omicida deresponsabilizzazione di case farmaceutiche e di medici è necessario ridurre il più possibile il male da essa causato e, quindi, far conoscere e diffondere il Telefono Rosso. Esso va fatto conoscere soprattutto aai medici di base, ginecologi e consultori, poi agli psichiatri (la maggioranza relative delle donne che abortiscono per ragioni eugenetiche lo fanno perché hanno assunto psicofarmaci senza sapere di essere incinte), a farmacie, laboratori analisi, studi di radiologia e ad altri medici specialisti.
Depliant, locandine e manifesti del Telefono Rosso si possono richiedere all’Associazione Gravidanza Felice
Strada Garibaldi, 25/b
84078 VALLO DELLA LUCANIA (SA)
TEL. 0974 4554 (ore 11 – 13 dal lun. al ven.)
e-mail info@gravidanzafelice.com
oppure si possono scaricare gratis, citando la fonte, dal sito web www.gravidanzafelice.com e si possono anche stampare e diffondere
Che cos’è il Telefono Rosso?
Il Telefono Rosso è un servizio di consulenza medica sui fattori di rischio riproduttivo, fondato presso il Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” nel 1988.
Dal 24 gennaio 2000 è parte integrante dell’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica, Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente di tale policlinico, dove è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00
Gratuitamente al costo della sola telefonata fornisce consulenze altamente specialistiche in fase preconcezionale, in gravidanza o durante l’allattamento a chiunque ne faccia richiesta: donna, coppia, personale sanitario o parasanitario. In particolare fornisce informazioni circa i rischi materno-fetali in caso di assunzione di farmaci, esposizione a radiazioni ionizzanti ed agenti chimici, infezioni e patologie materne o per altri problemi della gravidanza.
